Prefazione

Il presente lavoro è finalizzato a rispondere alle seguenti domande:

1) in caso di incremento dei tassi è meglio un finanziamento  a tasso fisso? 

2) i tassi aumenterenno? 

3) quando? 

4) qual è il costo per la banca, oggi, di un mutuo a tasso fisso? 

5) qual è il “giusto prezzo” per un mutuo a tasso fisso? 

6) in presenza di un mutuo a tasso variabile, quanto dovrebbe costare la trasformazione in tasso fisso? 

7) è possibile ottenere gli stessi risultati (traformazione del debito da variabile in fisso) operando sui mercati? 

 

Introduzione

Una trattazione scientifica finanziaria, dovrebbe affrontare ogni argomento con dimostrazioni successive fino al risultato finale, per provare che quanto affermato è vero e tale prova dev'essere  riproducibile dal lettore.

Poiché, tuttavia, è auspicabile che la finanza venga utilizzata dai non specialisti, come strumento per ridurre i rischi finanziari, e poiché una conoscenza delle linee essenziali di funzionamento è imprescindibile per decisioni consapevoli, si partirà dalla fine. Si racconterà come trasformare un mutuo variabile in fisso, qual è il prezzo corretto, qual è il costo per l’intermediario finanziario, come sostituirsi all'intermediario finanziario che non volesse trasformare al giusto prezzo un mutuo a tasso variabile in mutuo a tasso fisso. Le dimostrazioni matematiche e la descrizione del funzionamento dei listini sono riportati nella ricerca di approfondimento di prossima pubblicazione.

Si segnala che le contrastanti pronunce giurisprudenziali in materia finanziaria rendono davvero arduo il rimedio giudiziario ad un contratto sbagliato. Si rischia non solo di non ottenere nessuna correzione (risarcimento), ma anche di dover sostenere importanti spese legali, oltre che compromettere i rapporti con la banca. 

Affidare la consulenza sul prodotto da acquistare al proprio fornitore (la banca) sembra a chi scrive una scelta assai avventata. Una volta firmato un contratto sbagliato, risulta quasi impossibile evitarne le conseguenze negative. Logica conseguenza impone di redigere contratti corretti, comprendendone il funzionamento finanziario e, nel caso, facendosi assistere da terzi non interessati alla vendita del servizio.

Il presente lavoro intende fornire le cognizioni necessaria a determinare il giusto prezzo del servizio finanziario di trasformazione del mutuo variabile in fisso. Tale giusto prezzo potrà poi essere richiesto alla  banca di fiducia. 

Qualora la banca non intendesse trasformare il mutuo dal tasso variabile al fisso al giusto prezzo (prezzo di mercato), si spiegherà come ottenere tale prezzo per altra via.

In estrema sintesi, l’autore, che si occupa da tempo di contenzioso finanziario, propone: piuttosto che fare contratti sbagliati e incagliarsi in controversie lunghe e difficili, perché non valutare prima le condizioni contrattuali?  E’ un impegno che potrebbe far risparmiare importi ingenti al debitore e che sarebbe, altresì,  un vantaggio per le banche competenti, che verrebbero premiate a scapito di quelle scorrette. 

 

Le aspettative di tassi crescenti

A tutti i livelli ci si aspetta che i tassi prima o poi cresceranno, con conseguente aumento dell’onerosità dei mutui variabili.

Una semplice indagine storica conferma la validità dell’aspettativa: la tabella che segue confronta Libor 1 Usd ed Euribor all’inizio di gennaio degli ultimi anni. 

 

DATA

LIBOR USD

EURIBOR

10/8/18

2,32%

-0,32%

2/7/2018

2,34%

-0,36%

2/1/18

1,7%

-0,33%

2/1/17

1%

-0,32%

4/1/16

0,61%

-0,13%

2/1/15

0,26%

0,076%

2/1/14

0,24%

0,28%

2/1/13

0,31%

0,19%

2/1/12

0,58%

1,34%

2/1/11

0,30%

1%

4/1/10

0,24%

0,7%

2/1/09

1,41%

2,86%

2/1/08

4,68%

4,67%

2/1/07

5,36%

3,73%

2/1/06

4,54%

2,49%

2/1/05

2,57%

2,15%

2/1/04

1,15%

2,12%

 

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1 Libor: Si tratta di un tasso variabile, calcolato giornalmente dalla British Bankers' Association in base ai tassi d'interesse richiesti per cedere a prestito depositi in una data divisa (sterlina inglese, dollaro USA, franco svizzero, euro o yen) da parte delle principali banche operanti sul mercato interbancario londinese.

Nel 2006 e 2007 c’è stato un differenziale di quasi due punti, poi rientrato. Oggi il differenziale è di oltre il 2,6%. E’ pressoché certo un incremento dei tassi in Europa, l’incognita è quando.

Esempio: un mutuo quinquiennale da €100 mln al tasso dello 0,2% comporta interessi complessivi per poco più di € mezzo mln. Al tasso del 0,8% il costo per interessi arriva ad oltre €2 mln, al tasso del 3%, all'incirca quello che oggi si paga sui finanziamenti in USD, il costo per interessi diventa di €8 mln. 

Risultano quindi importanti le previsioni sul futuro andamento dei tassi e sulla loro collocazione temporale. Tali previsioni si ricavano dal mercato, cioè dagli indici dei prezzi delle contrattazioni. E’ l’argomento del prossimo capitolo.

 

Il fair value o prezzo corrente di mercato

Il fair value è il “valore corrente o di mercato”. Valore di realizzazione desumibile da prezzi e quotazioni espressi su mercati attivi. Viene ottenuto dallo scambio di innumerevoli operatori professionali in quel momento.

Un esempio per chiarire: se oggi il tasso Euribor 3M del dicembre 2018 viene scambiato ad un certo valore da centinaia di operatori per un valore complessivo di milioni e milioni di euro, quello è il valore attendibile, la miglior previsione esistente.  In altre parole, l’aspettativa del mercato, di innumerevoli operatori professionali che fissano il prezzo con lo scambio di contratti, è la previsione oggi attendibile che prezza ogni scambio.

Se, mutatis mutandis, gli operatori del mercato del rame scambiano il rame per consegne future a dicembre 2018 ad un determinato prezzo, quel prezzo è l’aspettativa del mercato sul valore del rame in dicembre. Tale prezzo sicuramente varierà nei prossimi mesi, ma nel momento della stipula del contratto per consegna di cosa futura (future2 ) il prezzo universalmente 

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2 Future: contratti per consegna futura trattati in borsa.

riconosciuto è quello ottenuto col fair value, cioè espresso dal mercato, dalle contrattazioni del momento.

Per i tassi, la variabilità non è particolarmente elevata, e le curve vengono riportati su base giornaliera. Diverso sarebbe per le azioni, che possono variare il proprio valore in pochi istanti.

Sulla base di dette contrattazioni, o scambi di contratti futures, si ottengono le curve che determinano il prezzo giusto. Nessun operatore finanziario consapevole scambierebbe tassi o altri prodotti finanziari ad un costo superiore a tali curve. Quando questo viene proposto, l’intermediario cerca di approfittarsi dell’inesperienza del cliente.

Come cercare di vendere una Fca Panda a 40.000 euro, quando i listini la quotano 10.000 euro. Inoltre, in finanza, a differenza del campo automobilistico, la tutela giuridica è molto più complicata.

Il “giusto” prezzo del mutuo a tasso fisso. Tre modi per determinarlo

1) Confronto di varie proposte 

E’ la prima cosa che viene in mente: chiedere la stessa cosa a diversi intermediari finanziari e scegliere la proposta più vantaggiosa.

Tuttavia il reperimento di risorse finanziarie non è assimilabile a navigare su internet per vedere il prezzo di un determinato modello di smartphone!

In primo luogo occorre che tra intermediario e cliente ci sia un clima di fiducia, senza il quale ricevere denaro a tassi accettabili diventa impossibile. 

Inoltre, le varie proposte potrebbero non essere del tutto sovrapponibili: durata diversa, tassi minimi (floor) o massimi (cap) ecc.

Infine, dover presentare bilanci a diverse banche, raccontare la propria storia e i propri progetti contrasta inevitabilmente con il riserbo aziendale sulle proprie strategie. 

In definitiva, questa strada porta con ogni probabilità ad affidarsi alla consulenza dell'intermediario di fiducia, cioè del proprio fornitore. Proprio quello che si vuole, con il presente scritto, evitare!

2) Irs + spread

Un finanziamento a tasso variabile euribor + spread, si sa, consiste nel tasso dato dalla somma dell’euribor + una maggiorazione. Oggi 9/8/2018 uno euribor 3M + spread 0,5% fornisce il valore:

-0,32%+0,5%=0,18%. Il finanziamento presenta un tan (tasso annuo nominale) per il debitore del 0,18%. 

La banca si approvvigiona il denaro all’euribor (-0,32%) al quale aggiunge lo spread del 0,5% che serve per la copertura dei costi, per la copertura del rischio di credito e per la propria remunerazione.

Nei finanziamento a tasso fisso, l’intermediario si  approvvigiona del denaro al tasso Irs, in Europa Euriris3 . A questo tasso Irs, va aggiunto lo spread che serve, come per i finanziamenti indicizzati, a remunerare costi, rischi e guadagni dell’intermediario.

Premesso quanto sopra, il giusto prezzo di un mutuo a tasso fisso sarà dato dall’Irs (costo per la banca di reperimento delle risorse erogate + spread). Pertanto l’intermediario, a fronte di una richiesta di trasformazione del debito da variabile a fisso, dovrebbe sommare all’Irs del giorno di stipula lo stesso spread del mutuo a tasso variabile.

Esempio: Impresa Alfa ha in essere mutuo quinquennale da 100 milioni di euro al tasso variabile euribor + 0,5%. Vuole trasformarlo in fisso. Al 9/8/18 l’eurirs quinquiennale era lo 0,3%.

Il mutuo a tasso fisso dovrebbe essere concesso al 0,8%.

 

3) Derivato Irs di copertura

Con un derivato di copertura, si ottiene lo stesso risultato di un mutuo a tasso fisso, cioè il costo compless

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3 L’Irs è il tasso interbancario di riferimento utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui ipotecari a tasso fisso.

ivo del mutuo a tasso  variabile e del derivato Irs, corrisponde al costo di un mutuo a tasso fisso.

Infatti un finanziamento rateale a tasso variabile corrisponde all’acquisto, ad ogni rata, del tasso d’interesse ottenuto sul nozionale, vale a dire la quota capitale della rata.

Effettuando un’operazione contraria, ovverosia vendendo un tasso determinato (fisso) sullo stesso nozionale alla medesima data, si trasforma il debito variabile in fisso.

Il procedimento è abbastanza complicato e si rimanda ai capitoli di approfondimento per comprenderne il funzionamento. Si chiede, per il momento, al lettore di fidarsi: con operazioni opposte si ottiene la copertura dalla variazione del tasso, cioè si fissa il tasso ad un determinato valore per tutta la durata del finanziamento. 

Queste operazioni sono derivati Irs (cioè sui tassi d’interessi) e possono essere OTC (over the counter) preparati su misura dall’intermediario, oppure scambiati sui mercati (futures). Il mercato dei futures sui tassi è l’Ice (ex Liffe) di Londra.

I futures hanno scadenze nei mesi di marzo, giugno, settembre e dicembre e un taglio fisso (nozionale) da 1.000.000 di euro. Pertanto le coperture potranno essere eccedenti o ridotte rispetto al finanziamento, e anche le scadenze delle rate non saranno coincidenti.

I derivati Otc, invece, dovrebbero essere predisposti sulle esigenze del debitore, ma in realtà sono pacchetti che gli intermediari comprano dalle grandi banche internazionali (Ddeutsche Bank) e commercializzano. Ben raramente sono confezionati su misura delle specifiche esigenze del cliente. Inoltre, a volte i prezzi dei derivati Otc sono fuori mercato (la Panda venduta a 40.000 euro vista in precenza) e il cliente non se ne accorge. Occorrono stime che ben pochi tecnici sanno elaborare4 .

Per tali motivi, piuttosto che acquistare un Irs Otc, sembra preferibile acquistare sul mercato (a terminale) un pacchetto di futures che converta il mutuo da variabile a fisso. In tal modo si otterrà una copertura corretta5  al giusto prezzo.

Se quanto sopra è vero, il costo di una copertura con futures (o derivato Otc) dovrebbe essere uguale al costo di un mutuo a tasso fisso. Come si vedrà nei capitoli di approfondimento, tale assunto è dimostrato

Esempio: l’azienda Alfa ha in essere un mutuo da € 100 milioni, quinquiennale al tasso euribor + spread 0,5%. La copertura con l’acquisto dei futures per i cinque anni, trasformano il debito in fisso ad un tasso complessivo del 0,3% + spread 05%. Tale dato coincide con i tassi Irs.

E’ pertanto possibile, qualora il cliente non ottenesse dall'intermediario finanziario un mutuo al giusto prezzo (che al 9/8/2018, per mutuo quinquiennale, era 0,3% + spread) coprirsi autonomamente acquistando i futures all'Ice di Londra.

 

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Vedasi “Calcolo del mark to market di un Irs vanilla” e “Calcolo del  mark to market di un Irs esotico” su www.studibancari.it di A.Fontanelli.

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La copertura sarà approssimata nelle scadenze, necessariamente trimestrali, e negli importi del nozionale, multipli di €1 mln.

 

Conclusioni

Si può ora rispondere alle domande iniziali:

In caso di incremento dei tassi è meglio un finanziamento a tasso fisso? Si

I tassi aumenterenno? Si

Quando? Nessuno lo sa, le previsioni più attendibili sono quelle del mercato, ovverosia i tassi futures euribor 3M scambiati all’Ice di Londra

Qual è il costo per la banca, oggi, di un mutuo a tasso fisso? Il tasso Irs, facilmente reperibile in internet

Qual è il "giusto" prezzo per un mutuo a tasso fisso? Irs + spread

In presenza di un mutuo a tasso variabile, quanto dovrebbe costare la trasformazione in tasso fisso? Irs + medesimo spread del precedente mutuo

E’ possibile ottenere gli stessi risultati (traformazione del debito da variabile in fisso) operando sui mercati? Si, acquistando futures.