Caso 1: Taeg sul c/c

____________________

 

Il Tub richiede che per le operazioni di finanziamento siano resi noti gli indicatori che assicurano la trasparenza[1]. Il CICR individua le operazioni e servizi da sottoporre a pubblicità[2]. La delibera 4/3/2003 CICR stabilisce, all’art. 9 (informazioni contrattuali): “1. A1 contratto è unito un documento di sintesi delle principali condizioni contrattuali, redatto secondo i criteri indicati dalla Banca d'ltalia. 2. La Banca d'ltalia individua le operazioni e i servizi per i quali, in ragione delle caratteristiche tecniche, gli intermediari sono obbligati a rendere noto un "Indicatore Sintetico di Costo" (ISC) comprensivo degli interessi e degli oneri che concorrono a determinare il costo effettivo dell'operazione per il cliente, secondo la formula stabilita dalla Banca d'ltalia medesima”. Infine, il provvedimento di banca Italia sulla Trasparenza del 2009 definisce:

1.Clientela al dettaglio le micro imprese, vale a dire le imprese con ricavi e attivo stato patrimoniale entro i due milioni di euro[3];

  1. Finanziamenti

Il foglio informativo e il documento di sintesi riportano un indicatore sintetico di costo denominato “Tasso Annuo Effettivo Globale” (TAEG) quando riguardano le seguenti categorie di operazioni indicate nell'Allegato alla delibera del CICR del 4 marzo 2003: mutui, anticipazioni bancarie, altri finanziamenti, aperture di credito in conto corrente offerte ai clienti al dettaglio.

Il Taeg è calcolato secondo quanto previsto ….sezione VII paragrafo 4.2.4. e Allegato 5B.

Tale sezione specifica che il TAEG è comprensivo di tutti i costi del finanziamento, compreso gli oneri tributari. Solo i costi che non si riesce in alcun modo a quantificare possono essere esclusi.

Ancora, l’allegato 5b specifica che “in caso di apertura di credito, si presuppone che l’importo totale del credito sia prelevato per intero e per l’intera durata del contratto di credito”.

Le formule usate sono quelle comuni di matematica finanziaria, rinvenibili in qualsiasi manuale, e le definizioni sono conformi alle direttive Ue, quindi non si presentano particolari dubbi interpretativi.

Caso

Il 3/4/14 veniva aperto un conto corrente di corrispondenza tra una banca ed una microimpresa:

Si riportano le prime pagine, nelle quali si disciplinano le spese e il tasso per gli sconfinamenti.

1.jpg

2.jpg

Successivamente, in data 4/4/14 veniva stipulato un contratto di affidamento ed il documento di sintesi, riportato nelle due pagine seguenti:

3.jpg

 

4.jpg

5.jpg

Dalla esposta documentazione si evince la presenza di un contratto di c/c, con capitalizzazione trimestrale e disponibilità delle somme versate dopo alcuni giorni dal versamento.

Inoltre, a fronte di un affidamento di 100.000 euro, il tasso nominale risulta del 13,40% e le DIF (commissioni disponibilità fondi) sono del 0,50%. Il tasso effettivo (taeg?) viene indicato al 14,088%.

Si vuole esaminare la correttezza di tali clausole.

Sulla capitalizzazione trimestrale, si è visto che per la giurisprudenza maggioritaria ritiene vietata la capitalizzazione dal 1/1/2014 al 30/9/2016[4].

Sullo sfasamento tra valuta bancaria ed effettiva, l’art.120 Tub disciplina le valute dei versamenti. Al punto 1 bis dispone che il CICR può stabilire termini inferiori. Il Decreto del CICR 644 del 30/6/2012, art.3 comma 1, lett iv, recita: “il tasso di interesse si applica sulle somme utilizzate dal cliente per il periodo in cui sono utilizzate”. In altre parole, nessuna valuta diversa per prelievi/versamenti.

Sul Taeg, vanno calcolati tutti i costi prevedibili, le spese annue per il conteggio competenze di 160 euro, le imposte, le DIF su 100.000 euro.

   

fido

 

dif:

 

100.000

500

Interessi:

0,134

100.000

3340,822

numeri:

 

9.100.000

 

Spese

   

40

tan

   

0,134

taeg trimest.

 

15,57%

taeg

   

16,50%

Dif è pari a 100.000 x 0,5%;

il tasso al 13,4% diventa gli interessi del trimestre di 3.340,822 con la formula: Oneri = i x numeri / 365;

numeri = 100.000 * 91 gg;

taeg trimestrale = (500+3340,822+40) x 365 / numeri;

taeg annuo = (1+15,57/4)4-1.

Abbiamo quindi un taeg effettivo che supera quello indicato di 2,412%.

Il cliente potrà chiedere la restituzione della capitalizzazione di interessi e spese sostenute, inoltre della differenza tra gli interessi calcolati con valuta bancaria rispetto a un calcolo con valuta effettiva.

Per quanto concerne il Taeg, per alcuni si applica l’art.117 tub, in sostanza il tasso sostitutivo bancario[5]. Per altri, l’eventuale omissione dell'ISC non comporta la nullità del contratto perché l'indicatore sintetico di costo è uno strumento di carattere informativo e non un requisito tassativo[6]. In quest’ultimo caso, l’art. 117 comma 6 prescrive che sono nulle le clausole contrattuali che prevedono tassi….più sfavorevoli di quelli pubblicizzati. Quindi se si pubblicizza un TAEG inferiore al tasso effettivo, si applica la previsione citata. Resta da capire se l’avvenuta indicazione delle componenti del costo del finanziamento, come le DIF (commissioni disponibilità fondi) o gli oneri tributari, non incluse nel Taeg, possa essere considerata una omessa pubblicizzazione.

Infine, sembra presumibile che l’indicazione di un Taeg sensibilmente inferiore a quello reale (conforme al provvedimento di banca d’Italia) sia equiparabile ad una pubblicità ingannevole con possibilità per il cliente di ottenere il risarcimento dei danni. Il danno non è in re ipsa ma va dimostrato che, a causa della pubblicità ingannevole,sono state perse occasioni di finanziamento migliori con altri intermediari finanziari.

 

 

[1] Cfr art.116 c.1 bis Tub

[2] Cfr art. 116 c.3 Tub

[3] Art. 3, definizioni

[4] Vedasi capitolo: Interessi e oneri sul c/c – Artt.117  bis e 120 Tub

[5] Ord.Trib.Cagliari 29.3.16 n.5295/2016 e T.Chieti 23.4.15 n.230/2015

[6] T. Mantova 2.5.2017 n. 472, T. Cagliari 4.10.2016.