INTRODUZIONE
Attraverso lo swap due parti si accordano per scambiarsi flussi di pagamenti (anche detti flussi di cassa) a date certe il cui ammontare è determinato in relazione ad un sottostante. Gli swap sono contratti OTC (over-the-counter) e, quindi, non negoziati su mercati regolamentati.
In base al sottostante si individuano vari tipi di swap. I principali osservati sui mercati finanziari sono: Interest rate swap sono contratti in cui due controparti si scambiano pagamenti periodici di interessi, calcolati su una somma di denaro, detta capitale nozionale di riferimento (notional principal amount), per un periodo di tempo predefinito pari alla durata del contratto. La più diffusa forma di IRS è denominata plain vanilla swap e si caratterizza per il fatto che uno dei due flussi di pagamenti è basato su un tasso di interesse fisso, mentre l'altro è indicizzato a un tasso di interesse variabile. Le variazioni del tasso variabile, rispetto ai livelli ipotizzati al momento della conclusione del contratto, determinano il profilo di rischio/rendimento del prodotto. In particolare, se il tasso variabile risulta superiore alle aspettative, chi è obbligato a pagare il tasso fisso matura un profitto (in quanto, fermo restando i pagamenti a tasso fisso cui è obbligato, riceverà pagamenti a tasso variabile di importo superiore a quanto previsto). Il contrario se il tasso variabile scende
(da Consob, http://www.consob.it/web/investor-education/i-derivati).
A differenza dei “plan vanilla”, i derivati esotici, o composti, presentano al loro interno opzioni, la cui valutazione necessita di conteggi stocastici (statistici). In tali prodotti finanziari, lo scambio può avvenire anche tra tassi variabili, l’indice azionario, o altri parametri di riferimento.
Tra gli studiosi di scuola anglosassone , si distingue tra swaps di copertura (hedging), speculativi e di arbitraggio .
A causa del divieto civilistico per gli amministratori di società commerciali di intraprendere operazioni rischiose non previste nell’oggetto sociale, in Italia gli Irs scambiati sono, di norma, o di copertura o di finanziamento.
Derivati di copertura: hanno lo scopo di coprire l’impresa, già indebitata a tasso variabile, dal rischio di un incremento dei tassi, trasformando il debito da variabile a fisso, e sono stati definiti dalla determinazione Consob n.DI/99013791 del 26/2/99.
Derivati di finanziamento: servono generalmente per finanziare perdite (mtm negativo) maturate da precedenti derivati. Con tali Irs, le parti stipulano un contratto sbilanciato con erogazione di un importo (up-front) che pareggia lo sbilancio iniziale.
Oggetto del presente studio è misurare il costo di tali Irs di finanziamento, al fine di consentire il confronto con altri prodotti finanziari (mutuo, ecc.).

ANALOGIE TRA IRS DI FINANZIAMENTO E MUTUO
Nel prestito di denaro, o finanziamento, una parte eroga in uno o più momenti dei capitali che gli vengono restituiti in un uno o più momenti. La differenza tra erogato e restituito costituisce l’interesse, la misurazione matematica di tale interesse è il tasso. Il tasso utilizzato per misurare i finanziamenti è il Tan, tasso annuale nominale. Il Taeg comprende tutte le spese per ottenere il finanziamento.
Sia Tan che Taeg servono per misurare il costo del finanziamento e per il confronto con altri finanziamenti di importi e scadenze differenti.
In un mutuo a tasso fisso, si determinano alla stipula i capitali erogati, quelli restituiti, gli importi degli interessi mediante il piano di ammortamento.
In un mutuo a tasso variabile, l’ammontare del restituito deriva da un parametro esterno, generalmente l’ euribor. Non sappiamo quindi quanto sarà il restituito, quanto l’interesse e quanto il tasso. Il piano di ammortamento allegato, fissa il tasso alla stipula, ma è una finzione che comunque fornisce un’idea alle parti di quali potrebbero essere i flussi di restituzione e quindi gli interessi.
In un Irs di finanziamento l’up-front rappresenta il capitale finanziato, le rate di restituzione sono i differenziali ( pay-off ), le scadenze sono quelle previste. Come nei mutui a tasso variabile, si ha certezza dell’erogato e della tempistica delle rate, mentre l’ammontare delle rate deriva, per la quota interessi, dal tasso di riferimento, anche negli Irs con up-front può essere utile, ad avviso di chi scrive, ipotizzare che il tasso non vari dalla stipula e così quantificare le rate e quindi gli interessi ed il tasso (Tan o Taeg) come in qualsiasi piano di ammortamento. In tal modo è possibile il confronto con il finanziamento alternativo del mutuo.

ESEMPIO
Irs data stipula 16/4/2007, nozionale €3.000.000,00, data iniziale 18/4/07, data finale, 18/4/2012.
Banca paga Euribor 3M + up front €12.000,00
Cliente paga dal 18/4/07 al 18/4/08 il 3,9%, dal 18/4/08 al 20/4/09 il 4,5%, dal 20/4/09 al 18/4/12 il 4,9%.
I 12.000,00 euro servono per pagare mtm negativo di precedente derivato.
La costruzione del piano dei pagamenti, mantenendo fisso il parametro variabile al tasso di stipula del 3,98%, è il seguente.
       gamba fissa        gamba variab Payoff      Fixing
3,9% 29656,25 3,98% 30.264,58 -12.608,33 18/04/2007
3,9% 29656,25 3,98% 30.264,58 -608,33     18/07/2007
3,9% 29656,25 3,98% 30.264,58 -608,33     18/10/2007
3,9% 29656,25 3,98% 30.264,58 -608,33     18/01/2008
4,5% 34218,75 3,98% 30.264,58 3.954,17   18/04/2008
4,5% 34218,75 3,98% 30.264,58 3.954,17   18/07/2008
4,5% 34218,75 3,98% 30.264,58 3.954,17   18/10/2008
4,5% 34218,75 3,98% 30.264,58 3.954,17   18/01/2009
4,9% 37260,42 3,98% 30.264,58 6.995,83   18/04/2009
4,9% 37260,42 3,98% 30.264,58 6.995,83   18/07/2009
4,9% 37260,42 3,98% 30.264,58 6.995,83   18/10/2009
4,9% 37260,42 3,98% 30.264,58 6.995,83   18/01/2010
4,9% 37260,42 3,98% 30.264,58 6.995,83   18/04/2010
4,9% 37260,42 3,98% 30.264,58 6.995,83   18/07/2010
4,9% 37260,42 3,98% 30.264,58 6.995,83   18/10/2010
4,9% 37260,42 3,98% 30.264,58 6.995,83   18/01/2011
4,9% 37260,42 3,98% 30.264,58 6.995,83   18/04/2011
4,9% 37260,42 3,98% 30.264,58 6.995,83   18/07/2011
4,9% 37260,42 3,98% 30.264,58 6.995,83   18/10/2011
4,9% 37260,42 3,98% 30.264,58 6.995,83   18/01/2012
4,9% 37260,42 3,98% 30.264,58 6.995,83   18/04/2012

Tir =112,96%

La valutazione del derivato in esempio (fair value o mtm iniziale) fornisce 47.000 euro di payoff. La banca ha quindi trattenuto 35.000 euro di oneri implici. Utilizzando la corretta valutazione e il pagamento di un up-front di 47.000 euro alla prima scadenza, il tasso diventa il 29%.
Ci si chiede, posto che il fair value (o mtm iniziale) è valutato in condizione di equilibrio, perché un tasso tanto alto? Il motivo sta nei tassi previsti per la valutazione del derivato, tassi prospettici e generalmente crescenti. In un mutuo a tasso variabile, invece, anche se le aspettative fossero di tassi crescenti, si utilizza il tasso alla stipula. Per ottenere valori confrontabili, si è applicato il medesimo criterio, che fornisce, appunto, a fronte di un up-front di 47.000 euro, un tasso del finanziamento del 29%.

CONCLUSIONI
La valutazione proposta, serve al cliente per comprendere a che costo si sta finanziando. Anche se i pagamenti non saranno quelli calcolati al tasso di stipula, un piano è indispensabile per una comprensione dell'operazione e anche per evitare future liti.
Benché se si nutrano forti perplessità sull’utilizzo del tasso sopra determinato ai fini dell’usura oggettiva, per mancanza di analoghi finanziamenti nella rilevazione del Tegm, tali determinazioni potrebbero avere una utilità ai fini dell’usura soggettiva, dell’arricchimento senza causa o di altre azioni civili.