L'arbitro Bancario Finanziario, noto anche come Abf, è un sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie previsto dalla legge italiana.

È stato introdotto dalla legge 28 dicembre 2005, n. 262 (cosiddetta legge sul risparmi) che ha modificato il Testo unico bancario, al quale i clienti di banche e intermediari finanziari possono rivolgersi con un reclamo in caso di controversie. L'Arbitro è un organismo indipendente e imparziale che opera attraverso sette Collegi giudicanti (inizialmente a MilanoNapoli e Roma, a cui si sono aggiunti quelli di BariBolognaPalermo e Torino) composti ognuno da 5 membri: tre nominati dalla Banca d'Italia; uno dall'associazione di categoria dei consumatori e delle imprese; e uno dall'associazione bancaria o dalla categoria alla quale l'intermediario finanziario appartiene.

Le questioni da sottoporre all'Arbitro non possono riguardare operazioni o comportamenti anteriori al 1° gennaio 2009. La somma oggetto di contestazione tra le parti non deve superare i 100.000 euro. Resta sempre possibile ricorrere all'autorità giudiziaria, anche dopo aver adito l'Abf. Al contrario, se è instaurato un procedimento giudiziario, non è possibile ricorrere all’Abf.

Prima di rivolgersi all'Arbitro, il cliente deve aver fatto almeno un tentativo di risolvere il problema direttamente con la banca attraverso la presentazione di un reclamo. L'Arbitro se dà ragione al cliente ordina all'intermediario di risolvere rapidamente il problema (restituire quanto deliberato).

In caso in cui l'intermediario non rispetti la decisione dell'Arbitro, quest'ultimo pubblica il contenuto della decisione con un annuncio sulla stampa e sul sito web dell'Arbitro, permettendo ai cittadini e ai clienti di conoscere il nominativo della banca o dell'intermediario inadempiente. Nonostante i numerosi casi trattati in questi primi anni di esistenza, pochissime banche non hanno ubbidito alle decisioni dell'Arbitro.

Si evidenzia:

  • il costo limitato a 20 euro per adire l’Arbitro;
  • la verifica dell'operato della banca di tecnici altamente qualificati, le cui decisioni sono equiparabili a quelle del tribunale;
  • la necessità di conoscere la normativa bancaria e finanziaria, oltre che la tecnica bancaria, per interloquire efficacemente con l’Abf negli scritti. Infatti, va prodotta la documentazione, enunciati i principi di diritto violati dalla banca ed eseguiti i conteggi dell'indebito di interessi di cui si richiede la restituzione.

 

Si allegano i manuali operativi per accedere al portale e utilizzare la procedura:

abf_guida_portale.pdf     abf_in_parole_semplici.pdf

 

Associazione Studi Bancari incoraggia la risoluzione stragiudiziale delle controversie e, al fine di ridurre le liti banche-clienti, il cui costo complessivo sul sistema economico, e sulle parti (mediamente 10.000,00 euro per ogni lite), è davvero consistente, ha predisposto una procedura di assistenza per adire l’Abf.

Con tale procedura, informatizzata e di facile utilizzo, il cliente invia i documenti in formato pdf alla ns. Associazione che provvede esaminare la pratica ed individuare le violazioni di diritto, eseguire il calcolo dell'importo da risarcire, compilare il reclamo all'intermediario, adire l’Abf, per un compenso di euro 66 + euro 14 di iva, con costo complessivo di euro 100,00, comprensivo dei diritti dovuti all'Abf. In caso di vittoria, a remunerazione dell'attività dei ns. consulenti, è previsto un patto quota lite del 30%.

Quindi il debitore che voglia verificare la correttezza dell'operato dell'intermediario finanziario, può ottenere tale verifica alla spesa complessiva di 100 euro. Qualora ottenga un rimborso, incassa il 70% dell'importo.

Si segnala che nel 2017, su scala nazionale, i clienti hanno ottenuto risarcimenti nel 80% dei ricorsi presentati.